
NEWS – FTSE MIB sopra 50.000 per la prima volta dal 2000, Iran e mercati di nuovo capovolti
📊 FTSE MIB sopra 50.000 per la prima volta dal 2000, Iran e mercati di nuovo capovolti
Una settimana che ha ribaltato il quadro due volte in cinque giorni. Lunedì e martedì: attacchi aerei americani su obiettivi iraniani, Iran che parla di violazione del cessate il fuoco, petrolio di nuovo sopra i 96 dollari, Bitcoin ai minimi di sei settimane. Giovedì 28 maggio: USA e Iran raggiungono un accordo preliminare su un memorandum d'intesa della durata di 60 giorni (Reuters). Il WTI scende sotto i 90 dollari, il Brent in area 92-94 dollari. Wall Street tocca nuovi massimi storici. E nel mezzo di tutto questo, il FTSE MIB ha superato i 50.000 punti per la prima volta dal 6 marzo 2000, fissando un nuovo massimo storico assoluto a 50.326 punti intraday e 50.220 in chiusura. Lunedì 25 maggio è già storia per Piazza Affari. Il PCE di aprile al 3,8% ricorda però che l'inflazione non si è arresa.
🌍 Situazione Economica
Attacchi USA-Iran, poi indiscrezioni di pace: il mercato vive di segnali diplomatici
La settimana è iniziata male sul fronte geopolitico. Lunedì 25 maggio, giorno di Memorial Day negli USA (mercati americani chiusi), sono circolate notizie di nuovi attacchi aerei americani nel sud dell'Iran. Teheran ha denunciato una violazione del cessate il fuoco in vigore dall'8 aprile. I mercati hanno reagito immediatamente: il Brent è risalito verso quota 96-97 dollari, i futures azionari americani sono scivolati e Bitcoin ha ceduto fino ai minimi di sei settimane intorno ai 72.500 dollari.
Poi giovedì 28 maggio la situazione si è rovesciata. Reuters ha confermato che USA e Iran hanno raggiunto un accordo preliminare su un memorandum d'intesa della durata di 60 giorni — una prima fase sull'estensione della tregua, una seconda sul dossier nucleare. Trump deve ancora dare il via libera formale. Il WTI è sceso sotto i 90 dollari al barile, il Brent è tornato in area 92-94 dollari. Wall Street ha accelerato verso nuovi massimi storici. Restano però nodi irrisolti: i pedaggi marittimi e il dossier sull'uranio arricchito. Una firma rapida non è garantita.
Sul fronte macroeconomico, giovedì 28 maggio è arrivato il dato più atteso della settimana: il PCE Core di aprile — l'indicatore di inflazione preferito dalla Federal Reserve — ha registrato una crescita del +3,8% annuo, il ritmo più rapido degli ultimi circa tre anni. Un dato che consolida l'aspettativa di tassi fermi per tutto il 2026 e alimenta il dibattito su possibili rialzi nel 2027. Non è il contesto che la Fed vorrebbe ereditare Warsh: inflazione alta, credibilità da costruire, mercato che non crede ai tagli.
Le initial claims (richieste settimanali di sussidio di disoccupazione) sono salite a 215.000, in aumento di 5.000 unità rispetto alla settimana precedente. Un segnale ancora contenuto, ma da monitorare insieme alla debolezza dei consumi reali già segnalata dalla fiducia ai minimi storici della scorsa settimana.
| Indicatore | Valore | Nota |
|---|---|---|
| PCE Core aprile 2026 | +3,8% a/a | Massimo da ~3 anni; sopra target Fed |
| CPI aprile 2026 | 3,8% a/a | Confermato |
| PPI aprile 2026 | 6,0% a/a | Confermato |
| Initial claims (23/5) | 215.000 | +5.000 vs settimana precedente |
| Fed Funds Rate | 3,50–3,75% | Warsh presidente; nessun taglio in vista |
| Petrolio Brent (29/5) | ~92,5 $/barile | 🔴 -10,5% sett.; WTI a $87,40 |
| Gas TTF Amsterdam | ~47 €/MWh | Riduce i rialzi su notizie accordo |
| Oro spot (28/5) | ~4.469-4.490 $/oz | 🔴 ~-1,5% sett. |
| EUR/USD (28/5) | ~1,165 | Dollaro si indebolisce su accordo Iran |
| Spread BTP/Bund | ~76-78 bps | Stabile su livelli contenuti |
💼 Performance Finanziaria
FTSE MIB a 50.326: il massimo che mancava dal 6 marzo 2000
La notizia della settimana per i mercati europei porta una data precisa: lunedì 25 maggio 2026. Per la prima volta dal 6 marzo 2000, il FTSE MIB ha superato i 50.000 punti, spingendosi fino al nuovo massimo storico assoluto intraday di 50.326 punti e chiudendo a 50.220 punti (52-week high confermato da Investing.com).
Quel 6 marzo 2000 fu il picco della bolla dot-com in Italia, a 50.109 punti. Ventiseimila giorni dopo, il listino italiano ha definitivamente superato quel livello, trainato dal settore bancario, dalla difesa e dalle infrastrutture energetiche — settori strutturalmente diversi da quelli che guidavano il mercato del 2000. Il confronto vale come dato storico, non come segnale direzionale.
Sempre questa settimana, l'S&P 500 ha toccato il nuovo massimo assoluto di 7.539,09 (52-week high confermato da Investing.com), con la chiusura di giovedì a 7.563,67 (+0,58% in seduta). Il Nasdaq ha superato i 26.900 punti, con una performance settimanale di circa +2%.
| Indice | Chiusura/Livello | Perf. Settimanale | Note |
|---|---|---|---|
| S&P 500 | ~7.530-7.564 | 🟢 +0,9% | Nuovo ATH assoluto a 7.539 |
| Nasdaq Composite | ~26.917 | 🟢 +2,1% | +0,91% solo giovedì su Iran pace |
| Dow Jones | ~50.668 | 🟢 +0,2% | Stabile sopra i 50.000 storici |
| FTSE MIB | ~50.326 ATH | 🟢 +1,7% | Nuovo massimo storico assoluto dal 2000 |
| DAX | ~25.389 | 🟢 +2,0% | Miglior settimana europea; difesa e infrastrutture |
| FTSE 100 Londra | ~10.466 | 🟢 +0,2% | Stabile |
| Eurostoxx 50 | ~6.136 | 🟢 +2,9% | Settimana positiva su Iran |
| Bitcoin (BTC) | ~73.700$ | 🔴 -4% sett. | Minimo $72.500 martedì; rimbalzo parziale |
| Oro spot | ~4.469-4.490 $/oz | 🔴 ~-1,5% sett. | Pressione da dollaro e Iran de-escalation |
Sul mercato obbligazionario, la settimana ha offerto segnali contraddittori. I Treasury USA hanno registrato tensioni nei giorni degli attacchi Iran, con il 10Y intorno al 4,5-4,6%. Il PCE al 3,8% ha confermato che i tassi resteranno alti a lungo. Lo spread BTP/Bund rimane contenuto intorno ai 76-78 punti base: un segnale positivo per il debito italiano nel contesto della solidità mostrata dalle banche del FTSE MIB.
Un dato strutturale da tenere a mente: il FTSE MIB sopra i 50.000 punti per la prima volta dal 2000 non è un segnale di sopravvalutazione automatica — il listino del 2026 è composto da banche, energia, difesa e infrastrutture con fondamentali solidi, molto diverso dalla bolla tecnologica del 2000. Ma è un livello che richiede attenzione: i mercati che toccano i massimi storici in contesti di incertezza geopolitica e inflazione elevata tendono a mostrare volatilità maggiore alla prima notizia negativa.
₿ Aggiornamenti Crypto
Bitcoin a 73.700$: la settimana più difficile di maggio
Bitcoin chiude la settimana intorno a 73.700 dollari, dopo aver toccato i minimi di sei settimane a circa 72.500 dollari nella sessione di martedì. Fonte primaria CoinDesk (29/5): $73.736 (rimbalzo dello 0,8% in seduta su notizie di accordo Iran) — verifica doppia Investing.com (29/5): ~$73.700 area. Discrepanza <0,1%, entro soglia.
Performance settimanale: da ~$77.250 (chiusura 22/5) a ~$73.700 = -4,8% circa. Mensile a maggio: -4% circa (il primo mese negativo per Bitcoin dopo tre mesi di rialzi).
La settimana ha portato una novità strutturalmente preoccupante per il mercato crypto: i deflussi dagli ETF su Bitcoin hanno raggiunto 1,47 miliardi di dollari nella settimana (dati CoinShares), il terzo deflusso settimanale più grande del 2026. In particolare, una vendita a blocco da circa 1,3 miliardi di dollari di quote dell'iShares Bitcoin Trust ETF di BlackRock (IBIT), eseguita su una piattaforma di trading in dark pool, ha coinciso con il più brusco calo di Bitcoin di martedì. Sette giorni consecutivi di deflussi netti dagli ETF spot, per un totale di 333 milioni di dollari solo il 27 maggio.
Questo dato è importante perché gli ETF erano stati il principale driver dell'adozione istituzionale dal loro lancio. Quando i flussi si invertono in modo deciso, il mercato perde uno dei suoi principali sostegni strutturali di breve termine.
Il rimbalzo di giovedì-venerdì è arrivato interamente dalla de-escalation Iran: notizie di accordo = meno risk-off = ritorno graduale verso gli asset rischiosi. Non è un segnale di ripresa autonoma, ma di correlazione con il macro globale.
Ethereum ha perso il -7,2% a maggio — il peggior mese dell'anno. Le altcoin restano deboli con l'indice altcoin season di CoinMarketCap ancora sotto 50/100. L'unica eccezione positiva: alcune AI crypto coin hanno registrato micro-rally sulla narrativa legata a Nvidia e SpaceX, senza però materializzare trend rilevanti.
Sul fronte regolatorio, il CLARITY Act prosegue l'iter al Senato dopo l'approvazione in Commissione bancaria. Una delle prossime settimane potrebbe portare un voto in aula.
🔮 Outlook Prossima Settimana
Calendario 2–6 giugno: SpaceX IPO, accordo Iran e dati lavoro USA
La settimana del 2–6 giugno 2026 si apre con la principale incognita geopolitica ancora irrisolta — e con due appuntamenti finanziari di portata storica.
Appuntamenti chiave
- Martedì 3 giugno — ISM Servizi USA (maggio): il termometro della componente più grande del PIL americano. Un dato debole confermerebbe il rallentamento dei consumi già segnalato dalla fiducia ai minimi
- Mercoledì 4 giugno — Possibile firma MOU USA-Iran: se le indiscrezioni di giovedì si concretizzano, la firma dell'accordo sarebbe il catalizzatore più potente per un nuovo ribasso del Brent e un rally di borse e crypto
- Venerdì 6 giugno — NFP (Nonfarm Payrolls) maggio: il dato sul mercato del lavoro più atteso. Dopo le initial claims a 215.000, il mercato cercherà conferme che il lavoro regge nonostante l'inflazione persistente
- 12 giugno (in agenda) — MEF comunica il tasso fisso minimo del BTP Italia Sì, con collocamento previsto 15–19 giugno
- 12 giugno (in agenda) — SpaceX IPO al Nasdaq con ticker SPCX: raccolta prevista $75–80 miliardi, valutazione dichiarata >$2.000 miliardi. La più grande IPO della storia. I prossimi giorni saranno cruciali per la determinazione del prezzo
Tre scenari da monitorare
1. MOU USA-Iran firmato entro mercoledì
Scenario più positivo per i mercati: Brent potrebbe scendere verso $80-85, inflazione in discesa, aspettative sui tassi Fed che si allontanano dai rialzi. Rally di borse, oro e crypto. Ma restano da risolvere i nodi sul nucleare: un accordo "light" potrebbe non bastare a stabilizzare le rotte energetiche.
2. Trattative si prolungano ancora
Il mercato ha imparato in queste settimane che ogni notizia di pace può essere smentita in 24 ore. Un ulteriore rinvio mantiene il petrolio nell'area 90-100 dollari e la volatilità alta, senza però tornare ai picchi degli attacchi.
3. NFP maggio delude le attese
Con i consumi sotto pressione e le aziende che rallentano le assunzioni (dato già emerso nelle scorse settimane), un NFP debole aggiungerebbe il tassello del mercato del lavoro al quadro già complesso di inflazione alta e fiducia ai minimi. Scenario di fine ciclo più marcato.
Considerazioni strategiche
La settimana appena conclusa offre un'ulteriore conferma di qualcosa che i mercati dimostrano continuamente: la volatilità si concentra nei momenti più inattesi. Martedì Bitcoin a -7%, FTSE MIB sotto pressione. Giovedì S&P 500 a nuovi massimi, FTSE MIB a quota 50.000 per la prima volta dal 2000. La stessa settimana.
I dati di mercato mostrano che nei contesti geopolitici ad alta incertezza, l'orizzonte temporale dell'investitore è il principale fattore differenziante. Chi reagisce a ogni notizia di guerra o di pace modifica il portafoglio in modo irrazionale. Chi mantiene una struttura diversificata e calibrata sul proprio orizzonte non deve fare nulla — e incassa comunque il risultato settimanale positivo.
Articolo redatto per fini informativi. Nessuna parte del contenuto costituisce sollecitazione all'investimento o consulenza personalizzata.
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