NEWS – Primo rialzo Fed dal 2023, BoJ ai massimi dal 1995: il trittico è compiuto
Mercati
F. Cacchioli • 20 Settembre 2026

NEWS – Primo rialzo Fed dal 2023, BoJ ai massimi dal 1995: il trittico è compiuto

Primo rialzo Fed dal 2023, BoJ ai massimi dal 1995: il trittico è compiuto

Mercoledì 16 settembre la Federal Reserve ha alzato i tassi di 25 punti base, portandoli al 3,75-4%: è il primo aumento dal luglio 2023, votato all'unanimità. Venerdì la Banca del Giappone ha fatto lo stesso, portando i propri tassi all'1,25%, il livello più alto dall'aprile 1995.

Con la BCE che aveva alzato la settimana precedente, è la prima volta nella storia recente che le tre principali banche centrali del mondo aumentano il costo del denaro nello stesso mese. Il dot plot della Fed è netto: altri rialzi in arrivo e nessun taglio fino al 2028. Il Treasury decennale ha superato il 5%, massimo dal luglio 2007, e il Dow Jones ha chiuso la peggior settimana da marzo. In controtendenza il Nasdaq, positivo, e Bitcoin, tornato sopra gli 81.000 dollari.

3,75-4%
Fed Funds
4,1%
Dot plot 2026
1,25%
Tasso BoJ
>5%
Treasury 10Y

🌍 Situazione Economica

La Fed alza all'unanimità. E il dot plot dice che non è finita

Mercoledì 16 settembre, ore 20 italiane. La Federal Reserve ha alzato il tasso sui Fed Funds di 25 punti base, portando il range obiettivo al 3,75%-4,00%. È il primo rialzo dal luglio 2023, e chiude un'era: da dicembre 2025 i tassi erano fermi dopo tre tagli consecutivi.

Il dato politicamente più pesante è l'unanimità: 12 voti su 12. Hanno votato a favore anche i membri tradizionalmente più prudenti sulle strette monetarie. Per un presidente insediato quattro mesi fa con la conferma più risicata della storia, e scelto da un presidente americano che chiedeva pubblicamente tassi più bassi, è una dimostrazione di compattezza che i mercati hanno letto come un rafforzamento dell'indipendenza della banca centrale. Warsh, in conferenza stampa, ha liquidato il tema con una frase: sulla richiesta di Trump di abbassare i tassi, "non la considererò una richiesta ufficiale".

La motivazione è nella frase che Warsh ha ripetuto come un mantra: "l'inflazione è troppo alta e lo è da troppo tempo". Il rialzo è stato descritto come la rimozione di una "dose" di accomodamento monetario — un linguaggio volutamente più aggressivo di quello di altri membri del comitato.

Il vero contenuto della riunione, però, è il dot plot — il grafico in cui ogni membro indica dove vede i tassi in futuro:

  • 16 membri su 18 prevedono almeno un altro rialzo entro fine 2026; quattro di loro ne vedono due
  • La mediana indica un tasso al 4,1% a fine 2026, costante per tutto il 2027
  • Nessun taglio è previsto prima del 2028
  • Il PCE core è stato rivisto al rialzo al 3,4% per il 2026, sopra il 2% fino al 2028

Tradotto: la Fed non considera questo rialzo un gesto simbolico, ma l'inizio di un percorso. I mercati, che prima della riunione prezzavano al 90% questo singolo aumento, ora scontano tra due e tre rialzi complessivi entro fine anno.

Il mercato obbligazionario era arrivato per primo. Già lunedì il rendimento del Treasury decennale aveva toccato il massimo dal 2023; martedì i massimi da 19 anni; in settimana ha superato la soglia del 5%, il livello più alto dal luglio 2007. Giovedì un parziale rientro, venerdì di nuovo a ridosso del 5%. È il numero che riassume l'intera fase: il mercato chiede allo Stato americano il rendimento più alto in quasi vent'anni per finanziarne il debito.

Venerdì 18 è toccato al Giappone. La Banca del Giappone ha alzato il tasso di riferimento di 25 punti base all'1,25%: il livello più alto dall'aprile 1995, secondo rialzo in tre mesi. La motivazione: contrastare i rischi inflazionistici del caro-petrolio e della debolezza dello yen.

Qui però è successa una cosa controintuitiva: lo yen si è indebolito dopo il rialzo, ai minimi di due settimane (dollaro/yen a 157,25). Il motivo è nel voto: 7 a 2, con due membri contrari. Quel dissenso ha convinto gli operatori che la BoJ non procederà con rialzi rapidi. C'è anche un paradosso di fondo: il Giappone alza mentre la sua inflazione core è all'1,7%, sotto il target. La Borsa di Tokyo ha ringraziato per la lettura accomodante: Nikkei +1,7%, Seul +2,78%.

Nel mezzo, la Bank of England ha lasciato i tassi fermi. Il quadro finale: per la prima volta nella storia recente, Fed, BCE e BoJ hanno alzato il costo del denaro nello stesso mese.

Sul petrolio, la prima tregua in tre settimane. Il Brent ha chiuso venerdì a 104,5 dollari (WTI a 102), in calo dell'1,5% nella seduta e alla prima perdita settimanale nelle ultime tre. L'Arabia Saudita si prepara a riattivare circa metà della capacità dell'oleodotto Est-Ovest; la prossima settimana è in calendario un vertice tra Trump e i Paesi del Golfo; le scorte americane sono salite più delle attese. Resta l'incognita opposta: Trump si è detto "vicino a una grande decisione" sull'intensificare gli attacchi contro Teheran. L'Italia prepara una missione navale per proteggere i mercantili a Bab el-Mandeb.

IndicatoreValoreNota
Fed Funds (16/9)3,75-4,00%🔴 +25bp all'unanimità; primo rialzo dal 2023
Dot plot: mediana fine 20264,1%🔴 16/18 vedono ≥1 altro rialzo; 0 tagli fino al 2028
PCE core 2026 (proiezione Fed)3,4%▲ Rivisto al rialzo; sopra 2% fino al 2028
Treasury USA 10Y>5% in settimana🔴 Massimo dal luglio 2007
BoJ tasso di riferimento (18/9)1,25%🔴 +25bp (voto 7-2); massimo dall'aprile 1995
Core CPI Giappone agosto1,7%Sotto attese e sotto target
USD/JPY157,25🔴 Yen ai minimi di 2 settimane dopo la BoJ
Bank of EnglandFermaStatus quo confermato
EUR/USD~1,14-1,15🔴 Euro giù dopo la Fed
Petrolio Brent (18/9)$104,5🟢 -1,5% ven.; 1ª perdita sett. in 3 settimane
Oro spot (18/9)$4.354,92🔴 ~-1% sett.; tassi reali in salita
Gas naturale europeoVerso 80 €/MWh🔴 In rialzo
Spread BTP/Bund87-90 bpsStabile su livelli più alti
Spread OAT Francia/Bund>100 bps🔴 Soglia psicologica superata

💼 Performance Finanziaria

Il Dow chiude la peggior settimana da marzo. Ma il Nasdaq finisce in positivo

La settimana americana si è mossa in quattro tempi, e i numeri finali raccontano una divergenza istruttiva.

Lunedì e martedì, la pressione. Borse in calo con il Treasury decennale prima ai massimi dal 2023, poi ai massimi da 19 anni, in attesa della Fed.

Mercoledì, il tonfo. Dopo la decisione e il dot plot più aggressivo delle attese, Dow e S&P 500 hanno chiuso in forte calo.

Giovedì, il rally di sollievo. Assorbita la notizia, la migliore giornata da inizio agosto: S&P 500 +1,1% a 7.637,76, Nasdaq +1,7% a 26.418,3, Dow +0,6%, con rendimenti e petrolio in calo.

Venerdì, le quattro streghe. Nella seduta delle scadenze trimestrali di futures e opzioni, chiusura mista: S&P 500 +0,17% a 7.650,50, Nasdaq +0,39% a 26.522,55, Dow -0,18% a 51.682,64, con il decennale risalito a ridosso del 5%.

Il bilancio settimanale fotografa il nuovo regime: S&P 500 -0,08%, Nasdaq +0,72%, Dow Jones -1,69% — la peggior settimana da marzo. La divergenza non è casuale: il Dow è pieno di società industriali e finanziarie sensibili al ciclo del credito, mentre il Nasdaq è trainato da un tema — l'AI — che per ora viaggia su una domanda propria.

In Europa il venerdì delle quattro streghe è stato pesante. Milano -1,60% a 51.545 punti, Parigi e Londra -1,5%, Francoforte -1,6%. Sulla settimana il FTSE MIB perde l'1,84%. La maglia nera è Stellantis, -5,2%, seguita da UniCredit (-3%), Hera (-3%) e Unipol (-2,8%). In controtendenza i tecnologici: STMicroelectronics +2,3%, bene Prysmian e Brunello Cucinelli.

Il dettaglio da non perdere è sui titoli di Stato francesi. Lo spread tra OAT e Bund ha superato i 100 punti base, mentre quello italiano resta in area 87-90. La Francia paga l'incertezza politica pre-elettorale e un deficit oltre il 5% del PIL. Per l'Italia il prossimo test è venerdì 25 settembre con Moody's, dopo la conferma BBB+ di Fitch.

Sul valutario, oltre allo yen debole, si è mosso lo yuan cinese: massimo da luglio 2022 sul dollaro (6,69), con la banca centrale cinese che da otto sedute fissa un cambio più forte. Non è un caso: il 24 settembre Trump e Xi Jinping si incontrano negli Stati Uniti, e una valuta forte è anche un segnale negoziale.

IndiceChiusura 18/9Perf. Settim.Note
S&P 5007.650,50🟡 -0,08%Tonfo mer., miglior seduta da inizio ago. gio.
Nasdaq Composite26.522,55🟢 +0,72%+1,7% giovedì; l'AI regge la stretta
Dow Jones51.682,64🔴 -1,69%Peggior settimana da marzo
FTSE MIB51.545🔴 -1,84%-1,60% venerdì (quattro streghe)
CAC 40 / DAX—🔴 In calo-1,5% / -1,6% venerdì
Nikkei (Tokyo)—🟢 In rialzo+1,7% venerdì post-BoJ; Kospi +2,78%
Bitcoin (BTC)~$79.500-80.000🟢 ~+2%Sopra 81.000 sabato; +38% nel Q3
Oro spot$4.354,92🔴 ~-1%Pesa il decennale sopra il 5%
Petrolio Brent$104,5🟢 In calo1ª perdita settimanale in 3 settimane

₿ Aggiornamenti Crypto

Bitcoin regge il trittico e torna sopra 81.000: il Q3 chiude a +38%

Bitcoin ha attraversato la settimana delle tre banche centrali meglio di quasi ogni altro asset. Dopo aver "retto la stretta" nelle ore successive alla Fed — quando le Borse vendevano — giovedì ha messo a segno un +5,86% giornaliero, rompendo la resistenza dei 78.000 dollari, e venerdì sera si è mantenuto sopra i 79.400 dollari. Sabato mattina quota 81.100, con settembre tornato positivo (+3,2%) e un terzo trimestre che segna un eccezionale +38%.

Verifica su tripla fonte: Criptovaluta.it (19/9): 81.100 dollari, +5,86% giovedì, Q3 +38%. Polymarket (18/9): soglia dei 79.400 dollari superata. Cryptonomist (18/9): dominance di Bitcoin al 58%.

Perché Bitcoin sale mentre tre banche centrali alzano i tassi? Sulla carta è il contesto peggiore per un asset senza cedola. La prima lettura è il sollievo da certezza: il rialzo Fed era prezzato al 90%, il dot plot ha tolto l'ambiguità, e la rimozione dell'incertezza ha riattivato gli acquisti sugli asset di rischio.

La seconda è la narrativa anti-valute. La settimana ha mostrato yen ed euro in calo contro il dollaro e banche centrali costrette a rincorrere un'inflazione energetica che non controllano. In questo quadro una parte del mercato tratta Bitcoin come una copertura contro la svalutazione delle valute. La divergenza con l'oro — sceso sotto i 4.360 dollari mentre Bitcoin saliva — è riapparsa.

La terza è strutturale: a Wall Street gli strumenti quotati legati a Bitcoin sono ormai stabilmente tra i primi per volumi, segno che la domanda istituzionale costruita dagli ETF non si è fermata con la stretta.

Il quadro suggerisce comunque equilibrio: la dominance al 58% dice che il capitale resta concentrato su Bitcoin e non fluisce verso le criptovalute minori — tipico delle fasi di prudenza, non di euforia. E il minimo di ciclo a 58.000 dollari di giugno resta il riferimento: da lì il recupero è del 40%, ma il record di ottobre 2025 rimane lontano circa un terzo.

🔮 Outlook Prossima Settimana

ONU, Trump-Xi e Moody's sull'Italia: la settimana della diplomazia

Con il trittico delle banche centrali alle spalle, l'attenzione si sposta sulla geopolitica — che di questi tempi è politica monetaria sotto altro nome.

Appuntamenti chiave:

  • In settimana — Assemblea generale ONU a New York, con a margine il vertice tra Trump e i Paesi del Golfo: il tavolo da cui può passare l'allentamento o l'inasprimento della crisi petrolifera
  • Giovedì 24 settembre — Incontro Trump-Xi negli Stati Uniti: commercio, dazi e tecnologia i dossier sul tavolo
  • Venerdì 25 settembre — Moody's si pronuncia sull'Italia, dopo la conferma di Fitch (BBB+ stabile)
  • Sullo sfondo — La verifica del petrolio: la riapertura parziale dell'oleodotto saudita è la prima vera valvola di sfogo dall'inizio della crisi di Hormuz

Cosa significa per chi investe con orizzonte lungo. La settimana ha consegnato un mondo nuovo: per la prima volta in tre anni, il costo del denaro sale contemporaneamente nelle tre principali aree economiche del pianeta, e il titolo di Stato più importante del mondo rende il 5%, quanto non pagava dal 2007. La Fed ha messo nero su bianco che non taglierà prima del 2028.

Per un risparmiatore di lungo periodo questo ha due facce. La prima è sgradevole: mutui e finanziamenti più cari, valutazioni azionarie sotto pressione, volatilità destinata a restare alta. La seconda è un'opportunità che non esisteva da anni: la liquidità e le obbligazioni tornano a pagare. Un mondo con il Treasury al 5% e i BTP oltre il 4,3% è un mondo in cui la parte difensiva del portafoglio smette di essere un costo e torna a essere un motore — lento, ma un motore.

C'è anche un dato storico che aiuta a mantenere la prospettiva: analizzando i cicli di rialzo della Fed degli ultimi decenni, l'azionario ha spesso mostrato debolezza nei primi mesi dopo il primo aumento, per poi registrare rendimenti mediamente positivi a dodici mesi. I rialzi, del resto, arrivano quando economia e utili sono solidi — ed è esattamente il caso attuale, con un mercato del lavoro che a agosto ha creato il triplo dei posti attesi.

L'errore da evitare è il medesimo delle ultime settimane: chi ha venduto nel tonfo di mercoledì si è perso la migliore giornata da inizio agosto meno di ventiquattr'ore dopo. I punti di svolta delle banche centrali producono sempre questi strappi in entrambe le direzioni. Attraversarli richiede un piano fatto prima, non riflessi rapidi durante.

Articolo redatto per fini informativi. Nessuna parte del contenuto costituisce sollecitazione all'investimento o consulenza personalizzata.

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