NEWS – Hormuz si richiude, petrolio torna sopra 100$ e trimestrali: la settimana in cui il mercato ha testato la sua resilienza
Mercati
F.Cacchioli • 26 Aprile 2026

NEWS – Hormuz si richiude, petrolio torna sopra 100$ e trimestrali: la settimana in cui il mercato ha testato la sua resilienza

📊 Hormuz si richiude, petrolio torna sopra 100$ e trimestrali

Sette giorni fa il petrolio era a 82 dollari e l'Iran annunciava lo Stretto di Hormuz "completamente aperto". Lunedì lo Stretto era di nuovo chiuso e il petrolio è risalito di oltre il 20%. Le borse europee hanno ceduto, ma Wall Street ha tenuto: l'S&P 500 ha chiuso intorno a 7.100-7.140 punti, poco sotto il massimo storico di 7.147,52 segnato il 17 aprile, archiviando il miglior aprile dal 2020. In mezzo: trimestrali nel vivo, secondo round di negoziati USA-Iran a Islamabad e Piazza Affari chiusa sabato per la Festa della Liberazione.

>105$
Brent — Hormuz richiuso
~7.140
S&P 500 — miglior aprile dal 2020
~78-79k$
Bitcoin — bear market resistance

🌍 Situazione Economica

Hormuz aperto tre giorni, poi di nuovo chiuso: la tregua regge ma lo Stretto no

Tutto si è consumato in 72 ore. Venerdì 17 aprile l'Iran dichiara lo Stretto di Hormuz "completamente aperto" e il petrolio crolla del 9,41%. Lunedì 20 aprile lo Stretto è di nuovo bloccato: il Brent rimbalza del 5% a 94,90$, il WTI a 87,16$. Nei giorni successivi il Brent supera i 100$ e giovedì 24 aprile Il Sole 24 Ore titola: "Borse UE in rosso con tensioni a Hormuz, Brent sopra 105

quot;.

Il motivo è semplice: la Marina dei Guardiani della Rivoluzione ha imposto alle navi rotte alternative lungo le coste iraniane, segnalando mine sul percorso abituale. Risultato: il transito commerciale regolare è di fatto impossibile.

Sul piano diplomatico, il 21 aprile — poche ore prima della scadenza — Trump ha prolungato la tregua a tempo indeterminato, "fino a quando Teheran non presenterà una proposta negoziale". La delegazione USA guidata dal vicepresidente JD Vance è a Islamabad per il secondo round di colloqui. Il nodo resta il programma nucleare iraniano.

Il Governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta ha avvertito sul rischio di una nuova fiammata dei prezzi. Lo spread BTP/Bund è salito fino a 80-81 punti base, chiudendo giovedì a 80,4. Più della metà degli analisti Reuters si aspetta ora che la BCE lasci i tassi fermi al 2% il 30 aprile, per poi alzarli di 25 punti base a giugno se lo shock energetico continua. Solo due mesi fa i mercati prezzavano nuovi tagli: lo scenario è cambiato.

Il FMI potrebbe però stare sottovalutando l'entità reale dell'impatto. Gli scenari interni elaborati dagli analisti mostrano un range estremamente ampio per il prezzo del petrolio in base al livello di interruzione delle forniture: da 99 fino a 372 dollari al barile. Per evitare gli scenari più estremi sarebbe necessario distruggere la domanda — e il modo più rapido per farlo è una recessione.

Il parallelismo storico più vicino è lo shock petrolifero del 1973, successivo alla guerra dello Yom Kippur. Nel 1975 il consumo globale di petrolio risultava inferiore del 17,5% rispetto al trend pre-crisi, con un calo della crescita economica di -7,5% rispetto al trend. Un rallentamento comparabile oggi porterebbe la crescita globale verso lo zero o in territorio negativo — ben lontano dal 3,1% stimato dal FMI.

Il mercato, al momento, sembra prezzare lo scenario migliore possibile: risoluzione rapida del conflitto e ritorno alla normalità produttiva. Se questo scenario non si realizza, le aspettative potrebbero cambiare molto rapidamente. È già successo nel 2000. E sappiamo come è andata a finire.

IndicatoreValoreVariazione
Petrolio Brent (24/4)>105 $/barile▲ da 82$ di venerdì scorso
Petrolio WTI~101-102 $/barile▲ +20%+ dai minimi settimanali
Gas TTF Amsterdam~43-44 €/MWh▲ dai 37€ di inizio aprile
Tasso BCE (attuale)2,00%Meeting 30 aprile — possibile pausa
BCE giugno (atteso da mercati)2,25% (+25 bps)Scenario rialzo prezzi al rialzo
Spread BTP/Bund77-80 bps▲ da 72 bps della settimana scorsa
Rendimento BTP 10 anni3,77%Stabile
EUR/USD~1,169Dollaro in lieve rafforzamento
Oro spot~4.880-4.950 $/onciaVicino ai massimi storici

Il blocco di Hormuz dall'inizio di marzo ha già tolto al mercato quasi il 20% dell'offerta globale di GNL (gas naturale liquefatto). L'Agenzia Internazionale per l'Energia stima una perdita cumulata di 120 miliardi di metri cubi tra il 2026 e il 2030 per effetto combinato di forniture mancate e capacità produttiva rallentata. Un impatto che va molto oltre la crisi di queste settimane.

💼 Performance Finanziaria

Il miglior aprile dal 2020 — ma sotto la superficie si creano divergenze

L'S&P 500 ha appena chiuso il miglior aprile dal 2020: tre settimane di rialzo consecutive, sette nuovi massimi storici nel mese e un guadagno del +12,33% in 13 sedute. Il record di chiusura è quello del 17 aprile a 7.126,06 punti (massimo intraday 7.147,52).

Andando più in profondità però, emerge una dinamica meno rassicurante. Secondo un'analisi di Goldman Sachs, il 75% delle revisioni al rialzo degli utili dell'intero S&P 500 è riconducibile a sole tre società, con una di queste che da sola rappresenta oltre il 50% delle revisioni positive. I driver sono due: il settore tecnologico spinto dall'AI e il settore energetico beneficiato dai prezzi del petrolio elevati. Parallelamente, 8 settori su 11 dell'S&P 500 non hanno registrato alcun miglioramento nelle stime sugli utili, e la società mediana dell'indice non ha visto cambiamenti nelle previsioni per il 2026.

Questa dinamica è tipica delle fasi avanzate di mercato: quando la crescita dipende da pochissimi titoli, la fragilità aumenta — anche quando l'indice appare solido in superficie.

Questa settimana l'indice si è leggermente sgonfiato, oscillando tra 7.100 e 7.140 punti mentre il mercato digeriva il rimbalzo del petrolio e aspettava le grandi trimestrali. Il Nasdaq ha chiuso mercoledì 22 aprile a 24.657,57 punti (+1,64%), trainato dal tech.

In Europa la settimana è stata più dura. Il FTSE MIB ha aperto lunedì a -1,4% (~48.168 punti) sulla notizia della richiusura di Hormuz, poi ha recuperato in parte. Giovedì 24 aprile ha chiuso a 47.785 punti (-0,25%), con lo spread in rialzo. Sabato 25 Piazza Affari era chiusa per la Festa della Liberazione.

IndiceChiusura settimanaPerformance sett.Note
S&P 500~7.108-7.140🔴 ~-0,1% / flat-0,41% nelle 24h a venerdì; ATH 17/4 a 7.147
Nasdaq Composite~24.500-24.650🟢 ~flat/lieve ++1,64% mercoledì; tech regge
Dow Jones~49.490🟢 ~flat+0,69% mercoledì
FTSE MIB~47.785 (giovedì)🔴 ~-2% sett.Chiuso venerdì; spread a 80 bps in settimana
DAX~24.030🔴 ~-0,6% sett.Tiene area 24.000; STM +14% in settimana
Bitcoin (BTC)~78.200-78.600$🟢 +3,3% sett.Testa la bear market resistance band 78-79K$

Trimestrali settimana mista. In positivo STM (STMicroelectronics): conti Q1 e outlook sopra le attese, titolo +14% in una seduta — il migliore del FTSE MIB. Saipem ha confermato la guidance 2026 con utile netto di 78 milioni nel Q1 (stabile sull'anno) e ha guadagnato il +6,4%. Sul fronte USA, Tesla ha consegnato 358.023 auto nel Q1, circa 7.600 sotto le attese di Wall Street, e ha 50.000 vetture in più a magazzino: la domanda sta rallentando più del previsto e il titolo ha reagito male nel post-market.

Il punto interessante per chi investe a lungo termine è la divergenza che si sta creando tra gli indici. L'S&P 500 è vicino ai massimi storici, ma in Europa solo il FTSE MIB è tornato sui massimi dell'anno: altrove il rimbalzo è più frammentato. Negli USA, dopo un rally così rapido, gran parte dell'ottimismo è già nei prezzi. Storicamente, dopo settimane in cui ogni seduta è positiva — come quella del 14-17 aprile — i 21 giorni successivi mostrano rendimenti molto variabili e poco direzionali. Non è un segnale di vendita: è un segnale che il mercato ha già corso parecchio in poco tempo.

₿ Aggiornamenti Crypto

Bitcoin a 78.000$: il primo vero test della resistenza che conta

Bitcoin chiude la settimana a 78.200-78.600 dollari (+3,3% in sette giorni, +10% nel mese) e si appoggia esattamente sulla zona tecnica più discussa del ciclo: la fascia 78.000-79.000$. È qui che convergono due medie mobili di lungo periodo (la media a 20 settimane intorno a 78.500$ e quella esponenziale a 21 settimane intorno a 78.900$) — il livello che, semplificando, separa una fase di mercato debole ("bear market") da una possibile ripresa più strutturale.

Il dato interessante è che Bitcoin sale mentre il petrolio rimbalza del 20%, le borse europee perdono terreno e lo spread BTP/Bund torna a 80 punti base. Una parziale "decorrelazione" — cioè un movimento diverso da quello dei mercati azionari — in un momento di forte tensione geopolitica. È un segnale da osservare, senza enfatizzarlo.

La vera domanda è: rottura autentica o ennesimo falso segnale? Nei cicli passati (2014, 2018, 2022) questa stessa area ha respinto il prezzo più volte prima di cedere. Per parlare di uscita dalla fase debole servono chiusure settimanali stabili sopra 79.000$, accompagnate da volumi crescenti e flussi positivi sugli ETF. Un singolo test non basta.

Gli indicatori on-chain (i dati che si leggono direttamente dalla blockchain) restano prudenti: il MVRV Z-score, una misura di sopravvalutazione/sottovalutazione, non è ancora tornato in territorio positivo. C'è però un primo movimento sotto la superficie: la quota di mercato delle stablecoin USDT e USDC — capitale "parcheggiato" in attesa di rientrare — è ferma vicino all'11% da settimane e ha iniziato a ridursi leggermente.

Sul piano istituzionale, il 68% degli investitori istituzionali (sondaggio Coinbase-EY Parthenon) ha già investito o pianifica di investire in ETP su Bitcoin. Non è più un asset di nicchia: è diventato una voce strutturale di portafoglio, e questo cambia il profilo della domanda nel medio periodo.

La settimana entrante è uno snodo: chiusura sopra 79.000$ con volumi in aumento cambia il quadro tecnico in modo significativo; un rifiuto riporta tutto nello schema dei cicli precedenti. Nessuno dei due esiti richiede decisioni impulsive — richiede semplicemente attenzione.

🔮 Outlook Prossima Settimana

Calendario 27 aprile – 2 maggio 2026: BCE, Magnifiche Sette e negoziati Iran

La settimana entrante è probabilmente la più densa dell'anno: tre temi si intrecciano — la riunione BCE, il cuore delle trimestrali con le Magnifiche Sette e i negoziati USA-Iran.

Appuntamenti chiave

  • Mercoledì 29 aprile — Trimestrali Q1 2026 di Alphabet (Google) e Meta: prime delle Magnifiche Sette. Focus su ricavi AI e crescita del cloud.
  • Giovedì 30 aprile — Meeting BCE: tassi fermi al 2% o rialzo a 2,25%? Conferenza stampa di Lagarde. Trimestrale Microsoft. Prima stima del PIL USA del Q1 2026.
  • Venerdì 1 maggio — Festa del Lavoro, borse italiane chiuse. Trimestrali e guidance Q2 di Apple e Amazon.
  • In corso — Terzo round dei negoziati USA-Iran a Islamabad: ogni dichiarazione può muovere il prezzo del petrolio.

Quattro scenari da monitorare

1. BCE: pausa o rialzo?

Il 30 aprile è l'appuntamento più importante per i mercati europei. Se la BCE lascia i tassi al 2% ma adotta un tono restrittivo, anticipando un rialzo a giugno, lo spread BTP/Bund può allargarsi ancora e le banche europee finire sotto pressione. Un rialzo immediato sarebbe uno shock non ancora pienamente prezzato.

2. Le Magnifiche Sette confermano il +13% atteso?

Alphabet, Meta, Microsoft, Apple e Amazon riportano tutte entro venerdì 1 maggio. Questi cinque titoli da soli pesano oltre il 20% dell'S&P 500: se i risultati o le guidance sul Q2 deludono, il mercato può correggere anche dai massimi storici.

3. PIL USA Q1 2026

Il dato del 30 aprile dà la prima stima della crescita americana nel trimestre del conflitto in Iran. Le attese parlano di un rallentamento marcato rispetto al +2,2% del Q4 2025. Un dato negativo riporterebbe al centro il tema della stagflazione (crescita ferma e inflazione alta).

4. Hormuz e negoziati Iran

Con il Brent sopra i 100$ e il terzo round di colloqui in arrivo, ogni notizia diplomatica può muovere energia, inflazione e mercati. Il petrolio resta la principale fonte di incertezza per le prossime settimane.

Cosa tenere a mente se si investe a lungo termine

Aprile 2026 è uno dei mesi più intensi degli ultimi anni: conflitto aperto, Hormuz quasi chiuso, inflazione in risalita, banche centrali in difficoltà — e mercati comunque vicini ai massimi storici. Il mercato sta scommettendo su una risoluzione, mentre i dati concreti (Hormuz bloccato, petrolio sopra 100$, BCE possibile in rialzo) raccontano una storia più complicata. Il paradosso non è risolto, è solo rimandato. Per chi ha un portafoglio diversificato e coerente con il proprio orizzonte temporale, in questa fase non serve cambiare nulla: la volatilità è il prezzo da pagare per i rendimenti di lungo periodo, non un'anomalia.

📊 I Dati della Settimana

Il miglior aprile dal 2020: cosa dice la statistica

L'S&P 500 ha appena chiuso il miglior aprile dall'autunno 2020, con dodici sedute positive su tredici. Dal 2000 a oggi le settimane in cui tutte le sedute chiudono al rialzo (l'"en plein") si sono verificate 44 volte: in media la settimana successiva ha reso -0,24% e i 21 giorni successivi +0,45%, ma con una dispersione di risultati molto ampia. Non è un segnale di vendita né di acquisto: dice solo che il mercato ha già corso molto e che, nel breve periodo, prevedere la direzione diventa difficile.

Trimestrali Q1 2026: ora servono numeri, non aspettative

Il rally è stato guidato dalle aspettative: ora servono utili che confermino quello che i prezzi hanno già anticipato. Le banche americane hanno superato il test (+17% nei ricavi da trading), Tesla ha deluso sulle consegne, STM ha sorpreso al rialzo. La prossima settimana è la vera prova: se Alphabet, Meta, Microsoft e Apple confermano le attese, il rally poggia su basi solide. Se deludono, le valutazioni attuali — già molto ottimistiche — dovranno essere riviste.

La BCE davanti a un bivio storico

Per la prima volta dal 2023 i mercati iniziano a prezzare un rialzo dei tassi BCE causato da uno shock energetico. Più della metà degli analisti Reuters si aspetta ora un rialzo di 25 punti base a giugno per evitare che una seconda ondata di inflazione da energia si consolidi. Sarebbe un cambio di scenario importante per chi ha costruito portafogli obbligazionari aspettando un lungo ciclo di tagli.

Articolo redatto per fini informativi. Nessuna parte del contenuto costituisce sollecitazione all'investimento o consulenza personalizzata.

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