NEWS – Microsoft fa il record di sempre, Apple crolla e la Fed si spacca: il punto sulla settimana
Mercati
F. Cacchioli • 02 Agosto 2026

NEWS – Microsoft fa il record di sempre, Apple crolla e la Fed si spacca: il punto sulla settimana

Microsoft fa il record di sempre, Apple crolla e la Fed si spacca: il punto sulla settimana

Cinque giorni, quattro notizie che valgono da sole un trimestre. Lunedì il petrolio è crollato dell'8,7% in una seduta sulla notizia di una tregua tra USA e Iran. Mercoledì la Federal Reserve ha lasciato i tassi fermi, ma con tre membri che hanno votato per alzarli subito — un livello di dissenso interno che non si vedeva da anni. Giovedì Microsoft ha guadagnato circa 450 miliardi di dollari di valore in una sola giornata: il maggiore incremento mai registrato da qualsiasi azienda nella storia. Venerdì Apple ne ha persi 475. Il PIL americano del secondo trimestre è cresciuto dell'1,5%, meno delle attese. Eppure la settimana si chiude in positivo quasi ovunque: S&P 500 +1,05%, FTSE MIB +0,71%, Dow Jones al quarto mese consecutivo di guadagni. Luglio però lascia una cicatrice: il Nasdaq-100 ha perso il 7% nel mese, il peggior risultato da marzo 2025.

+450 mld
Microsoft in un giorno (record)
-475 mld
Apple (guidance memoria)
3 dissidenti
FOMC per un rialzo subito
+0,71%
FTSE MIB settimanale

🌍 Situazione Economica

La Fed lascia i tassi fermi. Ma tre membri hanno detto no — e il mercato obbligazionario si è ribellato

Mercoledì 29 luglio la Federal Reserve ha confermato i tassi al 3,50-3,75%. La decisione era attesa. Quello che non lo era: tre membri del FOMC hanno votato per un rialzo immediato.

Perché conta. Il FOMC è il comitato che decide i tassi negli Stati Uniti. Normalmente vota compatto: il consenso interno è considerato parte della credibilità dell'istituzione. Tre voti contrari segnalano una spaccatura reale su come leggere l'inflazione. Una parte del comitato pensa che aspettare sia prudente; l'altra ritiene che i prezzi siano già fuori controllo e che ogni mese di attesa renda il problema più difficile da correggere.

Il mercato ha letto il messaggio: la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre è salita al 63% (CME FedWatch), contro il 15% di appena due settimane fa, subito dopo il CPI favorevole di giugno.

La reazione più significativa è arrivata dai bond. Il rendimento del Treasury americano a 30 anni ha toccato il 5,25%, il livello più alto dal 2007. Il decennale ha superato il 4,7%, massimo da gennaio 2025.

Qui serve una spiegazione, perché il meccanismo non è intuitivo. Quando gli investitori vendono obbligazioni, il prezzo scende e il rendimento sale (sono inversamente proporzionali). Vendere bond a lunga scadenza significa dire: "non mi fido che l'inflazione scenda nei prossimi 30 anni, quindi voglio essere pagato di più per prestare i miei soldi così a lungo." Il 30 anni al 5,25% è il modo in cui il mercato comunica scetticismo sulla capacità — o sulla volontà politica — della Fed di riportare l'inflazione al 2%.

Sul fronte crescita, la prima stima del PIL americano del secondo trimestre ha deluso: +1,5% annualizzato, in rallentamento dal +2,1% del primo trimestre. I consumi delle famiglie hanno retto, la spesa pubblica ha frenato. Non è recessione, ma è decelerazione visibile.

Il PCE core di giugno — l'indicatore di inflazione che la Fed guarda più di ogni altro — è uscito al 3,3%, in leggero miglioramento dal 3,4% di maggio. Un passo nella direzione giusta, ma ancora lontano dall'obiettivo del 2%.

E il petrolio? Lunedì 27 luglio il Brent è crollato dell'8,7% a 88,36 dollari in una sola seduta, sulla notizia di una pausa negli attacchi tra USA e Iran. Ha chiuso la settimana a 87,59 dollari (-12,8% settimanale). Ma attenzione al quadro mensile: nel mese di luglio il Brent è salito del 20%. Agosto parte da una base già alta.

IndicatoreValoreNota
Fed Funds Rate3,50-3,75%Fermi; 3 dissidenti per un rialzo
Prob. rialzo Fed settembre63%🔴 ▲ da 15% di due settimane fa
Treasury USA 30Y5,25%🔴 Massimo dal 2007
Treasury USA 10Y>4,7%🔴 Massimo da gennaio 2025
PIL USA Q2 2026+1,5%🔴 In calo da +2,1% Q1; sotto attese
PCE core giugno3,3%🟡 ▼ da 3,4%; ancora sopra target 2%
BTP Italia 10Y>4,00%🔴 Risalito oltre soglia psicologica
Spread BTP/Bund~80 bpsContenuto ma in leggero allargamento
EUR/USD>1,15🟢 Euro si rafforza; dollaro -1% a luglio
Petrolio Brent (31/7)$87,59🔴 -12,8% sett.; ma +20% nel mese
Petrolio WTI (31/7)$85,50In ripresa nella seduta di venerdì
Oro spot (31/7)$4.096🟢 +2,2% a luglio: 1° mese positivo in 5

💼 Performance Finanziaria

Microsoft +450 miliardi in un giorno. Apple -475. Perché lo stesso settore ha reagito in modo opposto

Giovedì 30 luglio è entrato nella storia dei mercati. Microsoft ha guadagnato circa 450 miliardi di dollari di capitalizzazione in una sola seduta: il maggiore incremento di valore mai registrato da qualsiasi azienda al mondo in un singolo giorno. Il titolo ha chiuso a +15-16%, la miglior giornata dal 2008 e la miglior settimana dal 2000.

Il motivo è un numero: Azure ha superato i 100 miliardi di dollari di ricavi annui per la prima volta, crescendo del 41%. E — dettaglio cruciale — il management ha lasciato invariata la guidance sugli investimenti a circa 175 miliardi. Tradotto: stiamo crescendo velocemente senza dover spendere più del previsto.

Venerdì 31 luglio è arrivata la faccia opposta della stessa medaglia. Apple ha battuto le stime sul trimestre appena chiuso, ma ha dato una guidance per il trimestre successivo tra 111,7 e 113,7 miliardi, sotto i 114,8 attesi. Tim Cook ha spiegato il motivo con un'immagine efficace: i prezzi della memoria sono "un'alluvione da cento anni". Le memorie DRAM che finiscono in iPhone, Mac e iPad costano oggi molto più di un anno fa, per effetto della domanda generata dai data center AI. Risultato: circa 475 miliardi di capitalizzazione bruciati nella giornata.

Ecco il punto che vale la pena capire. Microsoft e Apple operano entrambe nel settore tecnologico e sono entrambe esposte al ciclo AI. Ma stanno in due punti opposti della catena del valore. Microsoft vende capacità di calcolo AI: più cresce la domanda, più incassa. Apple compra i componenti che servono per fabbricare i suoi dispositivi: più cresce la domanda globale di memorie, più le sue forniture costano. Lo stesso fenomeno macroeconomico produce effetti opposti a seconda di dove ci si trova nella filiera.

Lo stesso schema spiega gli altri risultati della settimana. Amazon ha alzato gli investimenti previsti a circa 220 miliardi (da 200) e ha visto il flusso di cassa libero crollare del 91% a soli 784 milioni. Sulla carta un disastro. Eppure il titolo ha guadagnato il 16,87% nella settimana, la migliore da aprile 2015. Perché? Il portafoglio ordini cloud già firmati ma non ancora fatturati è passato da 364 a 496 miliardi in un solo trimestre: il mercato ha giudicato l'investimento giustificato dalla domanda già contrattualizzata.

Meta ha fatto il percorso inverso: ricavi in crescita del 28% a 60,8 miliardi, ma investimenti per 31,1 miliardi che hanno assorbito quasi tutta la cassa generata dall'attività (31,86 miliardi). Il titolo ha perso l'8,51%.

A Piazza Affari la settimana è stata più tranquilla ma positiva. Il FTSE MIB ha chiuso venerdì a 52.173 punti (+0,13% nella seduta), con un guadagno settimanale del +0,71%. L'indice ha oscillato tra 51.941 e 52.656 punti nell'ultima seduta, restando sotto il massimo storico di 53.221 toccato a giugno. Protagoniste le trimestrali italiane: Amplifon +8,2% (miglior trimestre in due anni), DiaSorin +4,2%, Leonardo +2,6% dopo aver alzato la guidance. In coda Stellantis -2%.

IndiceChiusura sett.Perf. Settim.Note
S&P 5007.489,72🟢 +1,05%Microsoft compensa Apple
Nasdaq Composite25.373,85🟢 +1,59%Ma Nasdaq-100 -7% nel mese di luglio
Dow Jones52.485,03🟢 +1,03%4° mese consecutivo positivo
FTSE MIB52.173🟢 +0,71%Trimestrali: Amplifon +8,2%, Leonardo +2,6%
Bitcoin (BTC)$62.500–63.870🔴 ~-1,5%⚠️ Discrepanza fonti: vedi sezione crypto
Oro spot$4.096🟢 +1,1%1° mese positivo in 5 (+2,2% a luglio)
Petrolio Brent$87,59🔴 -12,8%Tregua Iran; ma +20% nel mese

Sul fronte obbligazionario italiano, il rendimento del BTP decennale è tornato sopra il 4% e lo spread con il Bund tedesco si è mantenuto intorno agli 80 punti base. Livelli ancora storicamente contenuti, ma il movimento riflette la tensione globale sui titoli a lunga scadenza innescata dalla Fed.

₿ Aggiornamenti Crypto

Bitcoin non partecipa al rally: la disconnessione dalle azioni tech è il dato della settimana

Bitcoin chiude luglio in un intervallo compreso tra 62.500 e 63.870 dollari, con una performance settimanale intorno al -1,5%.

⚠️ Nota di trasparenza sulla verifica

Le due fonti consultate riportano valori diversi: SoldiOnline segnala 62.500 dollari alle 17:30 di venerdì 31 luglio (orario italiano); Investment Daily riporta 63.870 dollari alla chiusura della giornata americana. La differenza è del 2,2%, leggermente sopra la soglia di tolleranza che ci si dà normalmente. La spiegazione più probabile è l'orario di rilevazione: Bitcoin è scambiato 24 ore su 24, e tra le 17:30 europee e la chiusura americana ci sono diverse ore di contrattazioni. In questo articolo si riporta quindi l'intervallo completo anziché un valore singolo.

Il dato interessante non è il prezzo. È il comportamento. Giovedì Microsoft ha guadagnato 450 miliardi, il Nasdaq è salito del 2,8%, i semiconduttori hanno rimbalzato con forza. Bitcoin non ha partecipato.

Perché? Due ragioni, entrambe legate ai tassi.

La prima: il Treasury a 30 anni al 5,25% rende un'obbligazione garantita dal governo americano molto competitiva. Bitcoin non paga cedole né dividendi: il suo unico rendimento è l'apprezzamento del prezzo. Quando esiste un'alternativa che paga il 5,25% con rischio quasi nullo, la domanda relativa per asset senza rendimento si riduce.

La seconda: la spinta regolatoria che aveva portato Bitcoin verso i 66.000 dollari a metà luglio — i progressi del CLARITY Act al Senato americano — si è parzialmente esaurita. Il mercato aveva anticipato molto e ora aspetta passaggi concreti.

Dal fronte aziendale: Coinbase ha riportato ricavi in calo del 19% anno su anno, sotto le attese — segnale che i volumi di scambio crypto restano lontani dai picchi. Strategy, la società che detiene la maggiore riserva corporate di Bitcoin al mondo (843.775 BTC), ha ceduto il 2,39% dopo risultati sotto il consenso.

L'oro racconta invece una storia diversa. Luglio è stato il primo mese positivo in cinque (+2,2%), chiudendo a 4.096 dollari l'oncia. Due fattori l'hanno sostenuto: le tensioni geopolitiche (Iran, Mar Rosso, Hormuz) e un dollaro che si è indebolito dell'1% nel mese. Interessante notare che oro e Bitcoin — spesso descritti come asset simili, entrambi "rifugio" e senza cedola — si sono mossi in direzioni opposte. È un promemoria utile: le correlazioni tra asset non sono stabili nel tempo.

🔮 Outlook Prossima Settimana

Agosto comincia: il mese più delicato dell'anno, con il mercato obbligazionario in tensione

La settimana del 3-7 agosto apre il mese che storicamente mette più alla prova i mercati azionari.

Il contesto stagionale, senza allarmismi. Agosto e settembre sono statisticamente i due mesi più deboli dell'anno per l'S&P 500. Nei precedenti anni di elezioni di metà mandato negli Stati Uniti — categoria in cui rientra il 2026 — questa debolezza è stata più marcata: nel 2014 l'indice perse circa il 10% dopo il massimo di settembre, nel 2018 circa il 20%, nel 2022 circa il 19%. Tre casi non fanno una legge, e la stagionalità da sola non ha mai previsto nulla con affidabilità. Ma è un elemento di contesto che vale la pena conoscere.

Appuntamenti chiave

  • • Martedì 4 agosto — ISM Servizi USA di luglio: misura la salute del settore che vale circa il 70% dell'economia americana. Dopo un PIL Q2 a +1,5%, il mercato cerca conferme che il rallentamento resti ordinato.
  • • Mercoledì 5 agosto — Verbali del meeting Fed del 29 luglio: rivelano il contenuto della discussione tra i tre dissidenti e la maggioranza. Più il dibattito emerge acceso, più aumenta la probabilità percepita di un rialzo a settembre.
  • • Nel corso della settimana — Prosegue la stagione delle trimestrali con le società medie e piccole. Meno rumore mediatico, ma più informazioni sulla salute reale dell'economia.
  • • Fronte geopolitico — Iran, Hormuz e Mar Rosso restano la variabile più imprevedibile. La tregua di lunedì ha fatto crollare il Brent dell'8,7% in un giorno: la stessa velocità vale in direzione opposta.

La domanda che agosto dovrà risolvere

Questa settimana ha dato la prima risposta concreta alla domanda che il mercato si poneva da mesi: gli investimenti in intelligenza artificiale generano ritorni reali?

Microsoft ha detto sì, in modo misurabile: Azure a 100 miliardi con crescita al 41%, senza aumentare la spesa prevista. Amazon ha detto "non ancora, ma i clienti hanno già firmato per 496 miliardi". Meta ha detto "stiamo spendendo tutto quello che generiamo". Apple ha detto "i costi stanno salendo più in fretta di quanto riesca a trasferirli".

Quattro risposte diverse dalla stessa domanda. Che è esattamente il motivo per cui, in una fase come questa, la concentrazione su un singolo titolo o un singolo tema espone a un rischio che la diversificazione riduce quasi a costo zero. Chi aveva Microsoft e Apple in un portafoglio ampio ha visto le due posizioni compensarsi. Chi aveva solo una delle due ha vissuto una settimana molto diversa a seconda di quale.

Un'ultima osservazione sui bond

Con il trentennale americano al 5,25% e il BTP italiano sopra il 4%, la parte obbligazionaria dei portafogli offre oggi rendimenti che non si vedevano da anni. Chi ha un orizzonte lungo e una quota obbligazionaria nel proprio piano sta ricevendo, per la prima volta dal 2007, una remunerazione significativa per quella componente. Non è una raccomandazione: è un fatto di mercato che vale la pena registrare.

Articolo redatto per fini informativi. Nessuna parte del contenuto costituisce sollecitazione all'investimento o consulenza personalizzata.

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