
NEWS – Big Tech giù, Fed ferma e l'addio di Lagarde
La settimana dal 26 al 30 ottobre doveva essere quella delle banche centrali, e invece le banche centrali sono state la notizia meno movimentata: Fed, BCE e Bank of Japan hanno lasciato tutto fermo. A muovere i mercati ci hanno pensato le trimestrali delle Big Tech — con Alphabet in caduta del 12% nella peggior seduta da oltre vent'anni — il più grande furto crypto della storia ai danni di Binance (6,3 miliardi di dollari) e le dimissioni a sorpresa di Christine Lagarde dalla BCE. Il bilancio: Nasdaq -2,0% nella settimana e peggior mese da marzo 2025, oro ai minimi da oltre un anno, Europa in controtendenza con il DAX a +2,5% e Milano a +1,9%.
🌍 Situazione Economica
Tre banche centrali ferme, ma la direzione resta una sola
Mercoledì 28 la Fed ha lasciato i tassi al 3,75-4,00%, come prezzato alla vigilia. La novità è nel voto: 10 a 2, con Lisa Cook e Beth Hammack schierate per un rialzo immediato, dopo l'unanimità di settembre. Il comunicato ha alzato il giudizio sulla crescita da "solida" a "forte" e il presidente Kevin Warsh ha ammesso che la "medicina monetaria sta iniziando a fare effetto", senza però dichiarare vinta la partita: "l'inflazione resta elevata". Il mercato ha letto tra le righe: la probabilità di un rialzo alla riunione del 9 dicembre è salita in area 85%.
I dati usciti nelle 48 ore successive hanno dato ragione ai falchi. Il PCE di settembre — la misura di inflazione preferita dalla Fed — è salito al 3,6% annuo dal 3,4%, con il dato core al 3,1% dal 3,0%. Il PIL americano del terzo trimestre è cresciuto del 3,4% annualizzato e il tasso di risparmio delle famiglie è sceso al 3,8%, il minimo da ottobre 2022: gli americani continuano a spendere più di quanto guadagnano, e un'economia che "corre" con l'inflazione sopra il 3,5% non è il contesto in cui un ciclo di rialzi si chiude.
Giovedì è toccato alla BCE: tassi fermi, depositi al 2,50%, decisione unanime. Christine Lagarde ha definito "misurato" l'approccio scelto, ma ha avvertito che l'inflazione dell'Eurozona — già al 3,8% a settembre, massimo da tre anni — "salirà ancora" per effetto dello shock energetico. I mercati prezzano intorno all'80% un rialzo al 2,75% a dicembre. La vera notizia però è arrivata a margine: Lagarde lascerà la presidenza della BCE il 7 febbraio 2027, nove mesi prima della scadenza del mandato. "Non posso restare neutrale con il voto in Francia", la motivazione — un riferimento alle presidenziali del 2027 che apre ufficialmente la corsa alla successione a Francoforte e aggiunge un'incognita istituzionale in una fase già delicata per i titoli francesi, con l'OAT decennale in area 4,94%.
Venerdì il trittico si è chiuso con la Bank of Japan, ferma all'1,25%, il livello comunque più alto dall'aprile 1995. Sempre venerdì, l'Italia ha scoperto di avere un problema: l'inflazione di ottobre è balzata al 5,4% dal 4,2%, massimo dall'agosto 2023, trascinata dall'energia (+31,4%, con i prezzi regolati a +59,5%). L'inflazione di fondo resta al 2,0% e il carrello della spesa al 2,5%: è uno shock energetico, non una spirale generalizzata, ma colpisce un'economia ferma — il PIL italiano del terzo trimestre è cresciuto dello 0,0%. Nel resto d'Europa, inflazione al 3,4% in Francia, 4,9% in Spagna e 2,8% in Germania (in calo), con il PIL dell'Eurozona a +0,4% nel trimestre e il gas TTF sopra i 103 euro/MWh.
| Indicatore | Valore | Nota |
|---|---|---|
| Fed (28/10) | Tassi fermi al 3,75-4,00% | 🔴 Voto 10-2: due membri per il rialzo; ~85% di rialzo prezzato per il 9/12 |
| PCE USA settembre | 3,6% (da 3,4%); core 3,1% | 🔴 Inflazione in risalita il giorno dopo la pausa Fed |
| PIL USA 3° trimestre | +3,4% annualizzato | 🟢 Crescita "forte" nel comunicato Fed |
| BCE (29/10) | Depositi fermi al 2,50% | 🟡 Unanime; ~80% di rialzo prezzato a dicembre |
| Dimissioni Lagarde | Dal 7/2/2027 | 🔴 Nove mesi in anticipo; corsa alla successione aperta |
| Inflazione Italia ottobre | 5,4% (da 4,2%) | 🔴 Massimo da agosto 2023; energia +31,4%; core al 2,0% |
| PIL Italia 3° trimestre | 0,0% | 🔴 Economia ferma con inflazione in accelerazione |
| Treasury USA 10Y | ~4,93% (da 4,99%) | 🟢 In calo nella settimana nonostante il PCE |
| Spread BTP-Bund | 119 bps (da 124) | 🟢 BTP 10Y al 4,51%; OAT Francia al 4,94% |
💼 Performance Finanziaria
Le trimestrali ribaltano la settimana: Alphabet, Amazon e Intel affondano il Nasdaq
Fino a mercoledì il copione era rassicurante: indici in recupero (lunedì l'S&P 500 aveva chiuso a 7.676) e Fed senza sorprese. Poi, a mercati chiusi, è arrivata la trimestrale di Alphabet: ricavi sotto le attese — un evento raro — e spese per l'intelligenza artificiale che accelerano l'erosione di cassa. Giovedì il titolo ha perso oltre il 12%, la seduta peggiore da più di vent'anni, bruciando circa 500 miliardi di dollari di capitalizzazione e trascinando il Nasdaq a -2,8%.
Giovedì sera è toccato ad Amazon: investimenti per 77 miliardi di dollari nel solo trimestre (erano 35 un anno prima) e flusso di cassa libero negativo per oltre 42 miliardi sugli ultimi dodici mesi, un record. Venerdì il colpo di grazia lo ha dato Intel, crollata di quasi il 30% dopo previsioni deludenti sul quarto trimestre, tra domanda PC fiacca e caro-memorie. Risultato: Nasdaq -2,9% venerdì e ottobre chiuso a -5,3%, il peggior mese da marzo 2025, con l'indice ormai a ridosso della correzione. È lo stesso interrogativo delle ultime due settimane — quanto costa finanziare la corsa all'AI? — ma con una differenza: ora la risposta arriva dai bilanci, non dalle ipotesi.
Il resto del listino ha retto meglio: nella settimana l'S&P 500 ha ceduto lo 0,6% e il Dow lo 0,9%, mentre il Russell 2000 ha guadagnato l'1,3% ed è oggi il migliore tra i principali indici americani nel 2026 (+13,3% da gennaio). Ottobre fotografa la rotazione in corso: Dow +1,7%, Nasdaq -5,3%.
L'Europa ha vissuto una settimana opposta a Wall Street. Il DAX ha guidato il rimbalzo con un +2,5% a 25.819 punti, e il FTSE MIB ha guadagnato l'1,9% a 49.501, nonostante il -1,0% di venerdì che ha interrotto cinque rialzi consecutivi. A Milano la settimana è stata dominata dal risiko bancario: giovedì l'assemblea straordinaria MPS ha bocciato le offerte di scambio su Banco BPM e Banca Generali (oltre il 90% di contrari sull'operazione Banca Generali), affondando il piano del management e riaprendo — secondo le ricostruzioni di stampa — la porta a un'offerta di Intesa Sanpaolo su Siena. Venerdì il titolo peggiore è stato Amplifon, -14,8% con volumi cinque volte sopra la media, seguito da STMicroelectronics (-5,3%) in scia al tonfo dei chip americani; in controtendenza Moncler (+2,4%) e Campari (+1,8%). Nota di soddisfazione per il Tesoro: il BTP Valore ha chiuso il collocamento con una raccolta record assoluta di 18,3 miliardi di euro in cinque giorni, e lo spread BTP-Bund si è ristretto a 119 punti base.
| Indice | Livello (chius. ven. 30/10) | Perf. Settimanale | Note |
|---|---|---|---|
| S&P 500 | 7.580,07 | 🔴 -0,6% | Trimestrali Big Tech deludenti; ottobre -0,9% |
| Nasdaq Composite | 25.437,00 | 🔴 -2,0% | Peggior mese da marzo 2025 (-5,3% a ottobre) |
| Dow Jones | 51.770,31 | 🔴 -0,9% | Ma ottobre positivo: +1,7% |
| Russell 2000 | 2.811,84 | 🟢 +1,3% | Miglior indice USA del 2026 (+13,3% da gennaio) |
| FTSE MIB | 49.501 | 🟢 +1,9% | Risiko bancario riaperto dopo il no dei soci MPS |
| DAX | 25.819 | 🟢 +2,5% | Rimbalzo dopo il -1,7% della settimana scorsa |
| Bitcoin (BTC) | ~77.200 $ (ven. sera) | 🔴 -5,3% | Hack Binance da 6,3 miliardi giovedì sera |
| Ethereum (ETH) | ~2.210 $ | 🔴 -7,9% | Minimo da oltre tre mesi |
| Oro spot | ~3.875 $ (fine giornata) | 🔴 -3,4% | Minimo da oltre un anno; -30% dal record di gennaio |
| Petrolio Brent | 117,64 $ (dicembre, ultimo settle) | 🔴 +0,8% | Quarto mese di rialzo (+11% a ottobre); contratto gennaio ~112 $ |
L'oro ha vissuto la seconda settimana nera consecutiva: -3,4% a circa 3.875 dollari a fine giornata venerdì, minimo da oltre un anno e circa il 30% sotto il record di gennaio (5.595 dollari). La meccanica è la stessa di sette giorni fa, amplificata: Fed percepita come aggressiva, tassi reali in salita e vendite forzate per fare cassa durante il ribasso azionario. L'argento ha fatto ancora peggio, con un calo settimanale vicino all'8%. Sul petrolio, il contratto Brent di dicembre è scaduto venerdì a 117,64 dollari (+0,8% nella settimana, +11% a ottobre, quarto mese consecutivo di rialzo), mentre il nuovo contratto di gennaio quota in area 112: tra petroliere che Teheran sostiene siano state colpite da mine nello Stretto di Hormuz (ricostruzione respinta dal comando militare USA), attacchi rivendicati dagli Houthi contro le raffinerie saudite di Ras Tanura e Rabigh e una lettera del vicepresidente USA Vance all'Iran per riaprire i negoziati, il premio geopolitico resta il vero termometro della settimana che viene.
₿ Aggiornamenti Crypto
Il più grande furto della storia crypto: Binance perde 6,3 miliardi
Giovedì sera, mentre Wall Street digeriva le trimestrali, Binance — il maggiore exchange al mondo — ha subito un attacco informatico da circa 6,3 miliardi di dollari, il furto più grande nella storia delle criptovalute. Le analisi on-chain indipendenti stimano i deflussi in 6,36 miliardi, partiti alle 20:05 UTC con una seconda ondata tre ore dopo; circa 2,7 miliardi, in gran parte stablecoin, sono stati congelati dagli emittenti nelle ore successive, mentre 2,4 miliardi restano in asset non bloccabili. Binance ha sospeso i prelievi su diverse reti, annunciato che coprirà integralmente le perdite con fondi propri e con la riserva assicurativa SAFU, e indicato la ripresa dei prelievi entro domenica 1° novembre.
Il mercato ha reagito con ordine, ma ha reagito: Bitcoin, che già scontava la settimana no del Nasdaq, giovedì ha perso il 4,3% e ha chiuso venerdì sera in area 77.200 dollari, ai minimi da sei settimane, per un calo settimanale di circa il 5%. I titoli del settore hanno pagato di più: Coinbase -10,6% e Strategy -7,8% venerdì, con il principale ETF spot su Bitcoin in calo del 5,1%.
Ethereum si conferma l'anello debole: in area 2.210 dollari, -7,9% nella settimana e minimo da oltre tre mesi, con un ottobre chiuso a -16%. XRP è sceso a 1,23 dollari e Solana sotto quota 100. La lezione della settimana è duplice: Bitcoin continua a muoversi come un asset tecnologico ad alto beta — scende quando l'AI fa paura — e la custodia resta il punto fragile dell'infrastruttura crypto. Un furto record coperto dalle riserve dell'exchange è uno stress test superato a metà: i fondi dei clienti sono salvi, ma la fiducia nel canale di scambio, non nel protocollo, è di nuovo il tema.
🔮 Outlook Prossima Settimana
Midterm, payrolls e la trimestrale Apple: la settimana che può cambiare il quadro
Appuntamenti chiave dal 2 al 6 novembre:
- Inizio settimana — Stima flash inflazione Eurozona: dopo il 5,4% italiano e il 3,4% francese, il dato aggregato dirà quanto lo shock energetico sta contagiando l'area euro, a cinque settimane dalla riunione BCE di dicembre
- Martedì 3 novembre — Elezioni di midterm USA: il voto che ridisegna il Congresso, con le indiscrezioni di stampa — già circolate nelle scorse settimane — su possibili azioni militari contro l'Iran dopo le urne: la variabile energetica resta appesa a questo calendario
- In settimana — Trimestrale Apple (attesa): l'ultima delle grandi a riportare, chiamata a dire se il mercato ha punito l'intero settore o solo chi brucia cassa
- Venerdì 6 novembre — Nonfarm payrolls di ottobre: il primo rapporto sul lavoro dopo la pausa Fed; un dato forte cementerebbe il rialzo di dicembre
- Domenica 1° novembre — Ripresa prelievi Binance: il test di fiducia più immediato per il mercato crypto
- Lunedì 9 novembre — Trimestrale UniCredit: slittata dal calendario di ottobre, apre la stagione delle banche italiane dopo il no dell'assemblea MPS
Cosa significa per chi investe con orizzonte lungo.
Ottobre lascia in eredità un numero che vale un corso di finanza: nello stesso mese il Dow ha guadagnato l'1,7% e il Nasdaq ha perso il 5,3%. Sette punti di distanza tra due indici americani raccontano che la diversificazione non è tra Paesi o tra sigle, ma tra fonti di rendimento: chi aveva tutto sulla tecnologia ha vissuto un mese pessimo, chi aveva anche industria, energia e small cap quasi non se n'è accorto. La seconda eredità è più sottile: questa correzione non l'hanno innescata le banche centrali — ferme tutte e tre — ma i flussi di cassa. Quando il mercato smette di chiedere alle aziende quanto cresceranno e inizia a chiedere quanto spendono, il ciclo è entrato in una fase nuova, e i prezzi si formano sui bilanci più che sulle promesse. Per l'investitore di lungo periodo la traduzione è la solita, ma mai come questa settimana suffragata dai fatti: portafoglio costruito prima, ribilanciamento a regole fisse, e nessuna scommessa sull'esito di un voto o di una riunione. L'oro a -30% dal picco di gennaio ricorda che anche i beni rifugio, comprati sull'onda, sanno presentare il conto.
Articolo redatto per fini informativi. Nessuna parte del contenuto costituisce sollecitazione all'investimento o consulenza personalizzata.
Resta Aggiornato
Ricevi i nostri aggiornamenti e analisi finanziarie direttamente nella tua email